Dal libro “Parliamoci Chiaro” di Daniele Trevisani, edizioni Gibaudo, 2019
Una conversazione positiva è un momento di incontro che lascia entrambe le parti felici e soddisfatte, mentre una conversazione negativa è spesso caratterizzata da fraintendimenti e stati emotivi spiacevoli. Una comunicazione efficace e sana consente di trasmettere messaggi attraverso parole e gesti in modo chiaro, evitando incomprensioni.
Decidere di migliorare la propria capacità comunicativa è un atto di grande coraggio e consapevolezza.
Tuttavia, le conversazioni possono facilmente sfociare in fraintendimenti e conflitti, spesso a causa delle profonde diversità tra le persone. Differenze etniche, religiose, culturali, ideologiche, emotive e di personalità possono influenzare significativamente il modo in cui ci relazioniamo. Queste diversità, se non gestite con attenzione e sensibilità, rischiano di complicare la comunicazione.
Il modello delle quattro distanze è uno strumento utile per comprendere le principali trappole comunicative e le tipologie di distanza relazionale che possono ostacolare una comunicazione fluida. Ogni volta che interagiamo con qualcuno, ci troviamo a confrontarci con diversità che possono generare armonia oppure conflitti. Queste barriere interagiscono tra loro e, se non affrontate strategicamente, tendono a complicare ulteriormente il dialogo.
Per gestire al meglio queste complessità, è necessario adottare una comunicazione strategica supportata da modelli che facilitino la comprensione reciproca. Il modello delle quattro distanze analizza i principali fattori che creano distanze relazionali, raggruppandoli in quattro grandi categorie.
Queste grandi classi sono:
- distanze differenze di ruolo identità tra i comunicatori incluse le differenze di personalità o stato d’animo.
- Distanze e differenze nei codiceìi e negli stili comunicativi
- Distanze differenze valoriali di atteggiamenti e credenze possedute
- Distanze e differenze nei diversi tipi di vissuto personale sia fisico che emozionale
Anche una sola variabile può generare incomunicabilità, ma la combinazione di più fattori può creare distanze relazionali ancora più forti. Spesso viviamo rapporti che, in apparenza, sembrano caratterizzati da una vicinanza psicologica, mentre in realtà esiste una distanza inconsapevole. Un esempio di falso indicatore di vicinanza è la confidenza, come il darsi del “tu” o il parlare in modo informale: la vera distanza è qualcosa di più profondo.
Le difficoltà comunicative emergono quando le persone non accettano i ruoli reciproci nella conversazione, si verificano divergenze nei codici e negli stili comunicativi, vi sono differenze valoriali o quando i vissuti personali, sia fisici che emotivi, sono molto distanti.
Al contrario, la comunicazione è efficace e armoniosa quando c’è accettazione reciproca dei ruoli e delle identità, riduzione delle distanze negli stili e nei codici comunicativi, condivisione di valori profondi e una certa sintonia nei vissuti personali.
Ecco alcune domande di auto-coaching che puoi utilizzare per riflettere sull’argomento della comunicazione e delle distanze relazionali:
- Come reagisco di fronte a stili comunicativi diversi dal mio?
- In che modo posso ridurre le distanze relazionali con le persone che fatico a comprendere?
- Nelle mie conversazioni prevale uno stile costruttivo, positivo, negativo o distruttivo? Perché?
- Qual è un esempio recente in cui ho comunicato in modo efficace e cosa posso imparare da quell’esperienza?
- Qual è un piccolo passo che posso compiere oggi per migliorare la mia comunicazione con una persona specifica?
BUON LAVORO
Rispondi