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Autostima e rapporto con il corpo: quando il corpo diventa misura del nostro valore

Il rapporto che abbiamo con il nostro corpo può influenzare molto più del modo in cui ci vediamo allo specchio. Può entrare nel modo in cui ci sentiamo, nelle relazioni, nelle scelte che facciamo e, soprattutto, nel modo in cui valutiamo noi stessi. Quando parliamo di autostima e rapporto con il corpo, quindi, non stiamo parlando soltanto di estetica, ma di un tema più ampio che riguarda la percezione del proprio valore e il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi.

Quante volte ci è capitato di pensare: “Se fossi più magra sarei più sicura”, “Se avessi un corpo diverso mi sentirei più desiderabile”, “Se riuscissi a cambiare questa parte di me, finalmente starei bene”? Pensieri di questo tipo sono molto comuni e non significano necessariamente avere un problema con il proprio corpo. Diventa però interessante osservare cosa si trova dietro quel desiderio di cambiamento. Perché, a volte, il desiderio di avere un corpo diverso non riguarda soltanto il corpo: riguarda il bisogno di sentirsi più accettati, più sicuri, più amati o semplicemente abbastanza.

Il nostro modo di guardarci, infatti, non nasce dal nulla. Nel corso della vita raccogliamo messaggi, giudizi, aspettative e modelli che contribuiscono a costruire l’immagine che abbiamo di noi. La famiglia, le relazioni, il gruppo dei pari, la cultura, i social media e le esperienze personali possono influenzare profondamente il modo in cui impariamo a considerare il nostro corpo. Alcuni commenti possono sembrare insignificanti quando li riceviamo, ma nel tempo possono diventare convinzioni interiori: “devo essere più magra”, “non devo invecchiare”, “devo essere attraente”, “devo avere un certo aspetto per essere apprezzata”.

A quel punto il corpo può diventare una sorta di misura del nostro valore. Non ci limitiamo più a osservare una caratteristica fisica, ma la interpretiamo come una valutazione di noi stessi. Un corpo che consideriamo “giusto” può farci sentire più sicuri, mentre un corpo che percepiamo come “sbagliato” può farci sentire inadeguati. Il problema, quindi, non è necessariamente ciò che vediamo, ma il significato che attribuiamo a ciò che vediamo.

Anche il confronto può avere un ruolo importante. Confrontarsi è una modalità naturale attraverso la quale ci orientiamo nel mondo, ma quando il confronto diventa il criterio con cui determiniamo il nostro valore, può diventare una fonte continua di insicurezza. Soprattutto oggi, attraverso i social media, siamo esposti quotidianamente a immagini di corpi, volti e stili di vita che spesso rappresentano una realtà selezionata e costruita. Il rischio è confrontare la nostra quotidianità con l’immagine più curata degli altri e arrivare alla conclusione di non essere abbastanza.

Questo può avere conseguenze anche sul piano relazionale. Quando non ci sentiamo a nostro agio nel nostro corpo possiamo sentirci meno liberi di mostrarci, di esprimerci, di vivere l’intimità o di sentirci desiderabili. Possiamo cercare maggiormente l’approvazione degli altri oppure evitare situazioni nelle quali temiamo di essere giudicati. In questo senso, il rapporto con il corpo può diventare una porta di accesso per comprendere qualcosa di più ampio: il rapporto che abbiamo con il nostro valore personale.

Lavorare sull’autostima corporea non significa convincersi che il proprio corpo sia perfetto, né obbligarsi ad amarlo ogni giorno. Significa sviluppare uno sguardo più consapevole e comprendere quali significati abbiamo imparato ad attribuirgli. Significa distinguere il desiderio legittimo di prendersi cura di sé dalla convinzione che dobbiamo cambiare per poterci sentire degni, sicuri o amati.

Da coach, considero proprio questa consapevolezza un punto di partenza importante. Non si tratta di dire a una persona come dovrebbe sentirsi rispetto al proprio corpo, ma di accompagnarla a esplorare le proprie convinzioni, i propri bisogni e le proprie modalità di giudizio, affinché possa sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e scegliere con più libertà come stare nel proprio corpo e nelle proprie relazioni.

Da questa prospettiva nasce AMATI – Abitare il corpo, il percorso di coaching e crescita personale che ho creato per esplorare il rapporto tra corpo e autostima. Saranno quattro incontri nei quali partiremo proprio da ciò che spesso diamo per scontato: il modo in cui guardiamo il nostro corpo, il giudizio che abbiamo imparato a rivolgergli, ciò che sentiamo e il modo in cui possiamo costruire una relazione più consapevole con noi stessi.

AMATI non nasce per insegnarti ad amare il tuo corpo a tutti i costi. Nasce per offrirti uno spazio nel quale comprendere meglio il tuo rapporto con esso e interrogarti su una domanda forse ancora più importante: quanto del tuo valore hai imparato a mettere nel tuo corpo?

Il percorso parte martedì 6 ottobre alle 20:15, presso la Casa del Tempo – Villa Angaran San Giuseppe, Bassano del Grappa, e prosegue per quattro incontri.

Se senti che il modo in cui guardi il tuo corpo ha qualcosa a che fare con il modo in cui guardi te stesso, AMATI può essere l’occasione per fermarti, ascoltarti e iniziare a osservare questo rapporto da una prospettiva nuova.

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