“C’era una volta il pensiero positivo” è un titolo decisamente provocatorio per una tematica che accoglie da molti anni pareri contrastanti. La vita di tutti i giorni è decisamente impegnativa per tutti. Tutti abbiamo avuto lutti, sconfitte personali e/o lavorative, problemi di salute, preoccupazioni per noi o i nostri cari, ma come può aiutarci concretamente il pensiero positivo?
Condivido, per rispondervi, l’estratto del libro: Il monaco che vendette la sua Ferrari di Robin S. Sharma:
J:“I saggi mi hanno insegnato che in media una persona formula circa 60.000 pensieri al giorno ma quello che mi ha lasciato interdetto è che il 95 % di questi pensieri sono gli stessi formulati il giorno precedente!”
“Dici sul serio?”
J:“Ma certo… Sono le catene di una mente impoverita. Le persone che ogni giorno pensano alle stesse cose, per lo più negative, hanno preso abitudini mentali sbagliate. Invece di concentrarsi su quanto di positivo c’è nella loro vita pensando a migliorarla, restano prigionieri del passato… chi gestisce così la propria mente permette alle preoccupazioni di defraudarla della forza vitale, tarpando le ali alle sue formidabili potenzialità che, lasciate libere darebbero alla vita tutto ciò che le occorre in ambito emotivo, fisico e spirituale. Queste persone non si rendono conto che per imparare a gestire la propria vita bisogna prima saper gestire la propria mente.
Nonostante le sfide quotidiane, adottare un atteggiamento positivo può offrire numerosi benefici tangibili, contribuendo a migliorare la nostra qualità di vita complessiva. Quando ci troviamo di fronte a ostacoli e difficoltà, è naturale sentirsi sopraffatti e pessimisti. Tuttavia, concentrarsi sul lato positivo delle situazioni può avere un impatto significativo sul nostro benessere emotivo e mentale. Questo non significa fingere che tutto vada per il meglio, ma piuttosto riconoscere le sfide e allo stesso tempo focalizzarci sulle possibili soluzioni. Modificando il nostro atteggiamento mentale ed adottando un approccio più propositivo, possiamo costruire una prospettiva vincente. L’importante è rendersi conto che possiamo gestire la nostra mente ed il dialogo interno che abbiamo con noi stessi. La comunicazione intrapersonale negativa può generare un circolo vizioso che porta a bassa autostima, insicurezza e persistenza di momenti difficili. Un’ “autocomunicazione” positiva aumenta autostima ed il benessere abbassando la percezione dello stress. In sintesi il “pensiero positivo” non annulla i problemi e le preoccupazioni , ma ci permette di sintonizzarci in una frequenza diversa e vedere il mondo sotto una diversa prospettiva più consapevole.
La mindfulness, attraverso l’osservazione e la gestione cosciente dei propri pensieri può essere un grande aiuto.
Per saperne di più vi invito a ascrivermi:
gretybortoli.arteecoaching@gmail.com
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