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“C’era una volta il pensiero positivo”

“C’era una volta il pensiero positivo” è un titolo decisamente provocatorio per una tematica che accoglie da molti anni pareri contrastanti. La vita di tutti i giorni è decisamente impegnativa per tutti. Tutti abbiamo avuto lutti, sconfitte personali e/o lavorative, problemi di salute, preoccupazioni per noi o i nostri cari, ma come può aiutarci concretamente il pensiero positivo?

Condivido, per rispondervi, l’estratto del libro: Il monaco che vendette la sua Ferrari di Robin S. Sharma:

Nonostante le sfide quotidiane, adottare un atteggiamento positivo può offrire numerosi benefici tangibili, contribuendo a migliorare la nostra qualità di vita complessiva. Quando ci troviamo di fronte a ostacoli e difficoltà, è naturale sentirsi sopraffatti e pessimisti. Tuttavia, concentrarsi sul lato positivo delle situazioni può avere un impatto significativo sul nostro benessere emotivo e mentale. Questo non significa fingere che tutto vada per il meglio, ma piuttosto riconoscere le sfide e allo stesso tempo focalizzarci sulle possibili soluzioni. Modificando il nostro atteggiamento mentale ed adottando un approccio più propositivo, possiamo costruire una prospettiva vincente. L’importante è rendersi conto che possiamo gestire la nostra mente ed il dialogo interno che abbiamo con noi stessi. La comunicazione intrapersonale negativa può generare un circolo vizioso che porta a bassa autostima, insicurezza e persistenza di momenti difficili. Un’ “autocomunicazione” positiva aumenta autostima ed il benessere abbassando la percezione dello stress. In sintesi il “pensiero positivo” non annulla i problemi e le preoccupazioni , ma ci permette di sintonizzarci in una frequenza diversa e vedere il mondo sotto una diversa prospettiva più consapevole.

La mindfulness, attraverso l’osservazione e la gestione cosciente dei propri pensieri può essere un grande aiuto.

Per saperne di più vi invito a ascrivermi:

gretybortoli.arteecoaching@gmail.com

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