Il termine ansia deriva dal latino angĕre, che significa stringere, ed è uno stato emotivo, caratterizzato da una preoccupazione intensa o da uno stato di paura relativa ad uno stimolo ambientale specifico o associato a una risposta di adattamento che coinvolge diversi processi cognitivi, emotivi e fisiologici. Questo stato può manifestarsi in varie forme, come l’ansia generalizzata, i disturbi d’ansia, o le fobie, e può influenzare notevolmente il benessere emotivo e la qualità della vita delle persone. A volte, l’ansia quando diventa eccessiva o costante, può diventare invalidante e richiedere un intervento professionale.
Le causa dell’ansia non sono ancora del tutto chiarite. Tuttavia, si è concordi nell’affermare che vi sia l’implicazione di diversi fattori che concorrono l’uno con l’altro nel dare origine al disturbo. Fra questi ricordiamo:
- Fattori ereditari
- Fattori biologici
- Fattori inconsci
Secondo Freud, in realtà, l’ansia può derivare da un conflitto inconscio che potrebbe avere radici nell’infanzia o svilupparsi nell’età adulta. Generalmente l’ansia, uno dei mali più comuni della società contemporanea, è
strettamente correlata allo stress.
L’ansia è il risultato di un aumento dell’attivazione mentale (arousal) combinato con emozioni negative come paura, angoscia, timore e apprensione. Siamo consapevoli di quanto possa essere difficile affrontare tali sentimenti, ma è importante ricordare che ci sono modi per gestire l’ansia e trovare sollievo.
Secondo il metodo HPM Il training psicoenergetico adeguato consiste in diverse linee di attacco:
- eliminare l’arousal connesso agli eventi scatenanti o trigger tramite tecniche di rilassamento, refraining cognitivo o ristrutturazione cognitiva in modo efficace e positivo.
- eliminare l’ansia situazionale nei contesti precisi in cui si presenta.
- associare gli eventi scatenanti o trigger ad emozioni positive.
- affrontare la componente ansiosa della personalità e quella appresa
Le energie mentali si amplificano in presenza dei seguenti fattori positivi:
– La pulizia delle componenti emotive dall’attivazione (arousal) legata a azioni o eventi;
– La capacità dell’individuo di individuare e ridurre l’ansia correlata a compiti specifici e situazioni particolari;
– individuazione e la riconfigurazione dei modelli di pensiero che alimentano l’ansia e il disagio psichico
– con un programma specifico seguito professionalmente, mirato anche a rivedere lo stile di vita.
Libro consigliato:
“Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”
del Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore
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