Grety Bortoli_ Oggi ti parlo di:

L’arte di perdere

Ho ritrovato oggi una poesia che voglio condividere, letta da Cameron Diaz in una scena del film “In her shoes” che mi ha aiutata a riflettere su tutte le cose che ho guadagnato nella mia vita: nuove esperienze, conoscenze, momenti preziosi da apprezzare e tutto cio che ho perso.

“L’arte di perdere”, Elizabeth Bishop ci insegna che non si può dimenticare senza ricordare:

“L’arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall’intenzione
di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi perdute, dell’ora sprecata.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.

Pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.
Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l’orologio di mia madre.
E guarda! L’ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.

Ho perso due città, proprio graziose.
E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è stato un disastro.

Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato). Questa è la prova. È evidente,
l’arte di perdere non è difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro”.

Questa poesia partendo da una frase più volte ripetuta “L’arte di perdere non è difficile da imparare”, ci racconta attraverso un intenso climax cosa implichi diventare consapevoli della perdita, e come il percorso di guarigione debba necessariamente passare per il ricordo.

Perdiamo qualcosa ogni giorno nel costante fluire del tempo e questo ci insegna l’importanza di vivere ogni momento appieno e di valorizzare ogni esperienza, anche nelle situazioni quotidiane e in quelle piccole cose che ci sfuggono senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Elizabeth Bishop ci parla della perdita attraverso la metafora della “geografia perduta” con una meravigliosa progressione di nomi, luoghi, dettagli persi negli anfratti della memoria, volti incrociati per strada e tutto ciò che avremmo voluto trattenere in noi .

Perdere “non è un disastro”. Ogni individuo attraversa momenti difficili e sconfitte nella propria vita, ma è proprio da queste esperienze che si impara e si cresce interiormente. Le sfide che affrontiamo ci permettono di sviluppare la nostra resilienza e di apprezzare appieno le vittorie che otteniamo lungo il cammino.

Non si può dimenticare senza ricordare. Non si può far pace con il passato senza affrontare il dolore. Non si può vincere senza perdere qualcosa.

È nella separazione che si sente l’intensità di un amore, nella mancata opportunità la gratidudine per una nuova possibilità e negli anni che restano l’importanza del tempo.

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