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Il modello HPM e la gestione dello stress

©Copyright Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore dal libro “Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”.

Il metodo HPM (Human Potential Modeling) incarna una visione dell’essere umano come un insieme di energie fisiche e mentali, competenze micro e macro, progettualità e aspirazioni o obiettivi. Questo modello offre un’eccellente opportunità per identificare sei importanti tipologie di stress che potrebbero colpirci, anche senza che ce ne rendiamo conto, e le relative azioni antistress. Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro” su cui ciascuno di noi, indipendentemente dalla propria situazione iniziale, può compiere progressi, che siano di piccola o grande entità.

“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali. L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere.

Nel modello si parte dal basso, dalle energie fisiche e mentali. Le energie fisiche costituiscono il substrato biologico di ogni azione, fisica o mentale. Le energie del corpo permettono alla volontà di tradursi in azione.

Nel Metodo HPM, ti incoraggiamo vivamente a dedicare ogni giorno del tempo per ritrovare un senso di vitalità corporea. Questo stress è di natura fisica e si manifesta in due forme: stress negativo (quando non riusciamo a recuperare) e stress positivo o eustress, che si verifica durante attività stimolanti in cui il corpo può recuperare, portando a benefici fisici e mentali duraturi.

Il lavoro sulle Energie Mentali si impegna appassionatamente ad analizzare ed intervenire sulle capacità mentali come concentrazione, lucidità tattica, abilità strategiche, percezione di sé stessi, immagine positiva di sé, capacità di recupero, utilizzo della memoria, amplificazione sensoriale, sino alle capacità di vivere le passioni, rivedere il nostro modo di essere e riprendere in mano il proprio ruolo nella vita con maggiore assertività. Quando lo stress è di tipo mentale, azioni come la revisione della propria self image, le tecniche di rilassamento e anche il lavoro sul corpo possono portare benefici.

In un secondo momento si inizia a lavorare sullo stress dato dalle micro e macro competenze personali e professionali per poi passare alla progettualità e alla vision.

Quando abbiamo un obiettivo ben definito, insieme alle giuste energie e competenze, lo stress diminuisce e il lavoro diventa un piacere.

Per concludere, la visione, i principi, e i valori, insieme alla missione, rappresentano i potenti motori che guidano le priorità personali, fungendo da ancoraggi che conferiscono significato profondo e connettono i progetti a una dimensione più ampia. In questa situazione, la spiritualità agisce come il miglior antistress, un’opportunità preziosa che possiamo e dovremmo imparare a coltivare.

Buon lavoro!

©Copyright Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore dal libro “Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”.
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